CLIENTE Restoration Directorate, Malta
ARCHITETTURA Ipostudio, EMDP, Hermann Bonnici
STRUTTURE aei progetti
IMPIANTI b.NEL
DESIGN 2017- 2018
REALIZZAZIONE 2020-2024
SUPERFICIE COPERTA 2.500 mq
COSTO COMPLESSIVO 9 mil €
COSTO STRUTTURE 3,9 mil €
FOTO Pietro Savorelli, aei progetti
Il museo sorge sui bastioni di San Salvatore, articolati in svariati terrazzamenti, in parte scavati nella roccia viva, in parte costruiti con grandi blocchi della stessa roccia. L’innesto del nuovo edificio si attua per contrasto: non la pietra, ma l’acciaio e il vetro materializzano una forma di semplicità ideogrammatica. Una gigantesca L di acciaio rovesciata genera una teca in vetro che racchiude l’area di progetto, proteggendola e valorizzandola.
La massima semplicità dell’immagine è il risultato di processi progettuali complessi, che hanno richiesto incessanti accortezze tecniche e costruttive, coniugate a sottili correzioni ottiche, che guidano lo sguardo e ingannano la percezione.
L’intera superficie coperta, di 55×45 m, priva all’interno di sostegni
verticali, è configurata da una griglia cartesiana di 3×3 m, che disegna un cassettonato di travi di acciaio e che solo sul fronte di Sud-Est, dove diviene facciata, piega in verticale. Lungo gli altri tre lati della copertura i pilastri sono disposti in maniera apparentemente casuale. La complessità del contesto infatti non solo obbliga a posare i pilastri a quote variabili, ma esige anche che essi non gravino né sulla rete di cunicoli sottostanti i bastioni, né sul grande arco di Santa Barbara.
La struttura di copertura è realizzata con travi delle stesse dimensioni esterne, di sezione ad H, di base 60 e altezza 120 cm, realizzate con l’assemblaggio di piatti saldati di spessore variabile da 12 a 40 mm in relazione all’estrema variabilità delle sollecitazioni a cui devono far fronte, Travi quindi solo apparentemente tutte uguali.
Tutti i conci che configurano la copertura sono stati giuntati in opera sempre ricorrendo a saldature per non compromettere l’esattezza degli elementi strutturali che, non rivestiti e nascosti, divengono essi stessi protagonisti dell’architettura.
Per assemblare i conci sul posto è stata costruita una sottostruttura in tubolari metallici che fornivano appoggio temporaneo ai 304 nodi del reticolo.
Per valutare il contrasto tra la nitida essenzialità dell’immagine architettonica e la complessità strutturale e costruttiva si consideri che la copertura, sotto l’azione dei carichi si inflette elasticamente sviluppando abbassamenti fino a 20 cm.
L’idea progettuale di realizzare una superficie piana si è quindi materializzata attraverso un ulteriore inganno: quella che è stata costruita è di fatto una volta a padiglione, per quanto estremamente ribassata, con curvature commisurate agli abbassamenti che avrebbe subito sotto l’azione dei carichi permanenti.














